Rendiconto dell’ente del terzo settore e documenti di supporto

Rendiconto ETS e documenti di supporto: criteri operativi per ordinare attività, entrate, costi e documentazione prima del deposito RUNTS.

Un rendiconto diventa fragile quando le entrate e le uscite sono elencate senza poterle ricondurre all’attività che le ha generate, ai documenti che le dimostrano e alla forma di bilancio adottata. Per un ente del Terzo Settore, il punto di partenza è stabilire se il soggetto possiede effettivamente la qualifica ETS, quindi ordinare le operazioni fra attività di interesse generale, eventuali attività diverse e raccolte pubbliche di fondi. Il documento di supporto non sostituisce questa classificazione: serve a renderla ricostruibile.

La risposta cambia in base a quattro dati: iscrizione al RUNTS, personalità giuridica, ammontare di ricavi, rendite, proventi o entrate dell’esercizio e presenza di attività diverse o raccolte pubbliche. L’art. 13 del Codice del Terzo settore prevede il bilancio composto da stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione; il rendiconto per cassa è invece ammesso per ETS privi di personalità giuridica entro la soglia indicata dalla norma. Individuare prima questi dati evita di preparare un prospetto corretto nei numeri ma non adatto alla situazione dell’ente.

L’errore da correggere: usare il rendiconto come un semplice elenco di movimenti

Un’associazione non diventa ETS soltanto perché svolge attività sociali o utilizza una denominazione riferita al Terzo settore. L’art. 4 collega la qualifica a finalità, assenza di scopo di lucro, attività di interesse generale svolte in via esclusiva o principale e iscrizione al RUNTS. Il primo documento da mettere al centro del fascicolo è quindi la posizione dell’ente: statuto vigente, dati di iscrizione e attività effettivamente svolte nell’esercizio.

Da qui deriva una distinzione operativa. Le attività di interesse generale sono quelle previste dall’art. 5 e svolte per le finalità dell’ente; le attività diverse richiedono invece che atto costitutivo o statuto le consentano e che siano secondarie e strumentali. Non è sufficiente attribuire una causale generica a un incasso: per ogni flusso occorre collegare la voce del rendiconto all’attività concreta, al soggetto che ha deliberato o gestito l’operazione e al documento disponibile.

Questa ricostruzione è utile anche per non confondere il bilancio civilistico con la qualificazione fiscale. Per le attività di interesse generale, l’art. 79 considera non commerciale l’attività gratuita o svolta con corrispettivi non superiori ai costi effettivi; nel confronto entrano costi diretti, indiretti, generali, finanziari e tributari imputabili all’attività. La tolleranza che consente ricavi oltre i costi fino al 6 per cento opera soltanto per ciascun periodo d’imposta e per non oltre tre periodi d’imposta consecutivi. Una ricevuta o una causale, da sola, non determina quindi il trattamento del flusso.

Le regole fiscali del Titolo X si applicano agli enti iscritti al RUNTS dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025. Nella ricostruzione dell’esercizio è perciò decisivo associare sempre operazione, attività e periodo, senza trasferire automaticamente a esercizi precedenti o a enti non iscritti le conseguenze previste per gli ETS iscritti.

Quale rendiconto usare e quali documenti devono sostenerlo

La forma ordinaria del bilancio comprende stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione. L’ETS privo di personalità giuridica con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate non superiori a 300.000 euro può redigere il rendiconto per cassa. Per tutti gli ETS, quando quegli stessi valori non superano 60.000 euro, il rendiconto per cassa può esporre entrate e uscite in forma aggregata. La soglia non va letta isolatamente: prima si identifica la forma di rendiconto effettivamente consentita e poi il livello di aggregazione.

I modelli richiamati dall’art. 13 devono guidare la presentazione, mentre i documenti di supporto permettono di spiegare ciascuna posta. Un fascicolo ordinato può associare a ogni area del rendiconto:

  • statuto e delibere disponibili, per ricondurre l’operazione alle finalità e alle attività dell’ente;
  • prospetti di entrata e uscita, estratti dei conti, quietanze, fatture o ricevute disponibili, per ricostruire importi e data del movimento;
  • contratti, comunicazioni e rendiconti interni disponibili, quando chiariscono la ragione economica della voce;
  • un prospetto separato per le attività di interesse generale e per le eventuali attività diverse.

L’ultimo punto ha un rilievo preciso: l’organo di amministrazione documenta il carattere secondario e strumentale delle attività diverse nella relazione di missione, in calce al rendiconto per cassa oppure nella nota integrativa, secondo la forma di bilancio adottata. Il risultato concreto del controllo è una voce che non resta sospesa: si può leggere nel rendiconto, ricondurre all’attività di riferimento e ritrovare nelle evidenze disponibili.

Per gli ETS non commerciali indicati dall’art. 79, comma 5, che non applicano il regime forfetario dell’art. 86, l’art. 87 richiede scritture cronologiche e sistematiche sull’attività complessivamente svolta e una rappresentazione distinta nel bilancio delle attività degli artt. 5 e 6. Se l’ente effettua raccolte pubbliche di fondi, la stessa disposizione richiede nel bilancio un rendiconto specifico, con entrate e spese di ciascuna celebrazione, ricorrenza o campagna di sensibilizzazione. Sono condizioni circoscritte: non trasformano ogni pezzo giustificativo in un obbligo identico per qualsiasi ETS.

Se serve preparare una delibera o ordinare un fascicolo prima di un deposito, può essere utile il controllo documentale prima di firmare una delibera o inviare una pratica, dedicato alla coerenza tra atti, ruoli e documenti dell’associazione.

Percorso di correzione

  1. Ricostruire il perimetro dell’ente. Annotare denominazione, iscrizione RUNTS, esercizio esaminato, personalità giuridica e attività effettivamente svolte. Se manca uno di questi elementi, non scegliere ancora il modello né la qualificazione fiscale.
  2. Attribuire ogni movimento a un’attività. Separare le operazioni collegate alle attività di interesse generale, le eventuali attività diverse e le raccolte pubbliche di fondi. Per ogni raggruppamento, indicare quali documenti disponibili spiegano importo, data e ragione del movimento.
  3. Confrontare rendiconto e documenti. Cercare voci senza evidenza, documenti senza voce e operazioni attribuite a un’attività non coerente con statuto o deliberazioni disponibili. Lo scarto non va azzerato con una causale presunta: va mantenuto come punto da chiarire.
  4. Completare la sede della documentazione. Se esistono attività diverse, predisporre le informazioni necessarie affinché l’organo di amministrazione possa documentarne carattere secondario e strumentale nella sede prevista dalla forma di bilancio adottata.

Il punto oltre il quale coinvolgere un professionista si presenta quando non è chiaro se un’attività sia di interesse generale o diversa, quando la forma di rendiconto dipende da dati non ricostruiti oppure quando entrate, costi e documenti non consentono di leggere la stessa operazione in modo coerente. In questi casi, continuare ad aggiungere pezze giustificative senza una classificazione può aumentare il disordine anziché risolverlo.

Una prima lettura del caso associativo

Alessio Ferretti STP, studio di commercialisti, svolge una prima lettura del caso associativo collegando statuto, rendiconto, attività esercitate e documentazione disponibile, per distinguere le criticità fiscali e amministrative da approfondire e i passaggi da programmare prima della decisione o del deposito.

Per una prima valutazione senza impegno, descrivi la situazione, l’urgenza, l’esercizio interessato e un elenco dei documenti disponibili, ad esempio statuto, rendiconto, verbali e prospetti dei flussi. Le modalità di trasmissione saranno concordate dopo il contatto.

Richiedi una consulenza preliminare

Fonti e riferimenti

Commenti

Commenti e domande dei lettori

Puoi leggere gli interventi pubblicati. Se vuoi aggiungere una domanda pertinente, apri il modulo: sarà visibile solo dopo moderazione.

Lascia un commento